Rallentare nella vita quotidiana: ritrovare il proprio ritmo

Rallentare nella vita quotidiana, slow life. Donna in contemplazione mare

Qualche giorno fa mi sono svegliata, ho fatto colazione e poco dopo mi sono ritrovata già immersa nella giornata. Avevo alcune cose da sistemare in casa, il lavoro da seguire, e intanto la testa era già proiettata verso quello che sarebbe venuto dopo.

Mentre facevo una cosa, pensavo già a quella successiva. La mattina aveva preso velocità quasi senza che me ne accorgessi. Mi sono accorta ancora una volta di quanto sia difficile rallentare nella vita quotidiana.

A un certo punto mi sono fermata.

Mi sono seduta sul letto e ho fatto un piccolo rewind della mattina. Ho respirato. Ho mosso lentamente le spalle e il collo, lasciando che il corpo avesse qualche minuto per risvegliarsi davvero.

Rallentare nella vita quotidiana: camera da letto illuminata dalla luce del mattino

Poi ho ripreso la mia giornata. Le cose da fare erano ancora lì, tuttavia il modo di attraversarle era cambiato. Come quando si regola leggermente la luce in una stanza… tutto sembra identico eppure, improvvisamente, si vede con molta più chiarezza.

Quella mattina mi ha fatto pensare a quanto facilmente la velocità possa entrare nelle nostre giornate.

Quando la velocità diventa un’abitudine

Viviamo infatti in un tempo che ci ha abituati alla rapidità.

La tecnologia ha reso possibile rispondere in pochi secondi, ricevere informazioni continuamente e passare da un’attività all’altra con una facilità che qualche decennio fa sarebbe sembrata sorprendente. Anche quando abbiamo finalmente un momento libero, può venirci spontaneo riempirlo.

La velocità, così, smette di essere una scelta legata a una situazione particolare e diventa un’abitudine.

Ce ne accorgiamo magari quando proviamo a fermarci. Restare seduti qualche minuto può sembrare stranamente difficile. La mente cerca subito qualcosa da fare, il corpo conserva una certa tensione e una parte di noi è già proiettata verso il momento successivo.

Eppure il corpo continua ad avere i suoi ritmi. Ha bisogno di sonno, di luce, di movimento, di pause. Ha bisogno di alternare attività e riposo. La natura stessa procede attraverso cicli che non possono essere accelerati all’infinito.

È qui che la lentezza comincia a svelare il suo valore.

La lentezza non è una moda

Quando oggi parliamo di slow living, può sembrare di trovarci davanti a una nuova tendenza. In realtà il desiderio, o meglio, la necessità, di vivere secondo ritmi più vicini al corpo e alla natura, sono molto più antichi.

Per gran parte della storia umana il tempo è stato legato alla luce, alle stagioni, al lavoro, al riposo e alla vita quotidiana. La modernità ha progressivamente modificato questo rapporto. Oggi possiamo lavorare quando fuori è buio, mangiare a qualsiasi ora, ricevere messaggi in ogni momento e continuare a occuparci delle nostre attività anche quando la giornata lavorativa è terminata.

È in questa trasformazione che, negli ultimi decenni, sono nate nuove riflessioni sulla velocità.

Nel 2004 il giornalista canadese Carl Honoré pubblica In Praise of Slow, tradotto in italiano come Elogio della lentezza. Il libro racconta la sua ricerca sulla nostra crescente relazione con la fretta e sul movimento culturale che stava mettendo in discussione l’idea secondo cui andare più velocemente significhi necessariamente vivere meglio.

Ciò che colpisce nel pensiero di Honoré è l’idea che la lentezza coincida con la ricerca del ritmo più adatto a ogni nostra azione. Alcuni momenti richiedono rapidità, altri hanno bisogno di tempo e lentezza. Il punto centrale diventa imparare a cogliere questa differenza.

La lentezza, dunque, più che una nuova moda è una risposta contemporanea a una domanda molto più antica: di quale ritmo ha bisogno una vita per poter essere davvero vissuta?

È qualcosa che appartiene alla dimensione umana molto prima che diventasse una parola di tendenza.

Forse quello che stiamo cercando oggi è proprio un modo per ricordarcene.

Che cosa significa vivere più lentamente

Vivere più lentamente significa ascoltare il ritmo della propria giornata. Sembra una cosa semplice, eppure oggi può diventare quasi un atto di sovversione.

Siamo immersi in un modello di vita che premia la velocità, in cu persino il desiderio di fare bene le cose può trasformarsi in una continua spinta a fare di più.

A forza di vivere così, la lentezza finisce per sembrarci strana. Ci vuole un motivo per fermarsi. Una pausa deve essere meritata. Se abbiamo ancora tempo a disposizione, spesso sentiamo il bisogno di usarlo.

In questo senso, rallentare significa anche sottrarsi, almeno per qualche momento, a questa corsa continua. Lasciare che una giornata abbia un ritmo meno uniforme, con momenti veloci e altri più lenti, senza pretendere che tutto debba procedere alla stessa velocità.

Per questo vivere più lentamente non richiede necessariamente grandi cambiamenti. Può cominciare da una maggiore attenzione verso il tempo che già abbiamo.

Slow living, piccolo cortile mediterraneo con arco in pietra, sedia e piante

Questa dimensione di calma si ritrova ancora in certi angoli di mondo.

In Grecia, ad esempio, si incontra spesso l’espressione siga siga, un invito a fare le cose piano, con naturalezza.

In altre parti del mondo, dove la vita conserva un rapporto più vicino ai ritmi naturali, soprattutto nei paesi più piccoli, si custodisce ancora il valore prezioso degli istanti condivisi, nei quali la lentezza smette di essere un’idea astratta per diventare un’abitudine possibile.

Il corpo conosce il ritmo

Prima ancora di formulare un pensiero, spesso è il corpo a mostrarci che abbiamo accelerato.

Quella mattina, sedendomi sul letto, me ne sono accorta quasi immediatamente. Avevo il collo rigido, le spalle un po’ sollevate e una sensazione di tensione che fino a quel momento avevo semplicemente portato con me.

Il corpo possiede una sua intelligenza silenziosa. Registra il ritmo con cui attraversiamo le giornate e conserva tracce di ciò che viviamo. Possiamo accorgercene nel respiro che diventa più superficiale, nella mascella che rimane contratta mentre lavoriamo, nella postura che cambia quando siamo stanchi o sotto pressione.

Rallentare può allora significare anche tornare ad ascoltare questi segnali. A volte basta fermarsi per qualche minuto e sentire come siamo. È un gesto molto semplice che può cambiare tuttavia il modo in cui entriamo nel momento successivo.

Anche la meditazione può offrirci questo spazio di ascolto, attraverso pochi minuti in cui fermarsi e portare l’attenzione al respiro, al corpo e a ciò che stiamo vivendo.

A questo proposito, puoi approfondire il tema della meditazione, del suo significato e di come iniziare a praticarla ogni giorno.

Fare spazio dentro una giornata piena

Vita lenta, tazza di caffè e libro aperto alla luce del mattino

Anche una giornata piena può contenere qualche piccolo momento di lentezza consapevole.

Dopo aver terminato un’attività, per esempio, possiamo concederci qualche secondo prima di iniziare quella successiva. Aprire una finestra. Bere un bicchiere d’acqua. Lasciare che il respiro torni spontaneamente a un ritmo più tranquillo.

La pausa non è tempo perso. Fa parte del ritmo della giornata, proprio come il silenzio fa parte della musica.

Sono spazi minuscoli, spesso quasi invisibili. Eppure è proprio dentro questi spazi che possiamo accorgerci di come stiamo vivendo.

Sei piccoli modi per fare spazio nella giornata

Alcuni gesti molto semplici possono dunque accompagnarci verso un ritmo più lento. Ognuno può trovare il proprio momento e la propria misura…eccone sei che possono essere portati nella vita di ogni giorno:

1. Al risveglio, concedersi qualche minuto. Restare ancora un momento nel letto, sentire il corpo e fare qualche movimento lento può creare un passaggio più graduale verso il nuovo giorno.

2. Fare un piccolo rewind. Quando ci accorgiamo di essere partiti troppo velocemente, possiamo fare un passo indietro. Un respiro… poi si riparte.

3. Portare attenzione a un gesto quotidiano. Preparare il caffè, lavarsi le mani, recarsi al lavoro, riordinare la scrivania. Possiamo sceglierne uno e viverlo con un’attenzione diversa, lasciando che per qualche minuto diventi un piccolo punto di ritorno a noi stessi.

4. Creare un intervallo tra due cose. Prima di passare a un’altra attività possiamo provare a fare quattro respiri profondi, oppure a a sentire il contatto dei nostri piedi a terra. Un passaggio breve che permette di lasciare andare ciò che abbiamo appena fatto.

5. Provare un piccolo digital detox. Scegliere un momento della giornata in cui lasciare il telefono lontano. Anche solo la prima mezz’ora del mattino, o l’ultima prima di dormire.

6. Chiedersi come sta il corpo. Una domanda semplice può bastare: come sono le mie spalle? Come sto respirando? Come abbiamo visto prima spesso il corpo ha tanto da svelarci.

Rallentare è anche scegliere

Slow life: donna sulla riva del mare al tramonto

Forse la parte più interessante della lentezza, infine, riguarda proprio la scelta. Ovvero imparare a riconoscere che il nostro tempo ha diverse velocità e che possiamo ascoltarle. Ci sono giornate in cui abbiamo energia e desiderio di fare. Altre in cui il corpo chiede un ritmo diverso.

Anche questa è una forma di consapevolezza: capire quando accelerare e quando lasciare che le cose prendano il tempo necessario.

Prima di chiudere questo articolo, facciamo una piccola prova insieme?

Bastano solo pochi minuti.

Puoi chiudere pure il blog e lasciare il computer o il telefono dove sono. Per un po’ prova a stare soltanto con quello che ti circonda: la luce nella stanza, un suono che arriva da fuori, il respiro che accompagna questo momento o il contatto dei tuoi piedi a terra.

Prova semplicemente a stare, prima di tornare alle tue cose, un minuto o due in questo piccolo spazio vuoto, senza nulla aggiungere.

Ora possiamo lasciare andare le parole… e concederci ancora qualche istante prima di tornare alla giornata, prendendoci un momento per noi.

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