La casa profuma già di autunno. Dobbiamo sbrigarci
a fare un po’ di provviste, perché tra poco arrivano
i venti sbraitanti….
Ma tu, a dispetto della pioggia e dei venti, insisti
sotto la tua lampada, su questa sedia dura,
per lasciare qualcosa a chi verrà dopo – almeno due versi,
scritti con la mano della pioggia, che indichino tremanti
sempre, sempre, in direzione del sole.
Yiannis Ritsos, Debito autunnale

Ed eccoci in autunno, una stagione che amo particolarmente…Le giornate si accorciano e l’aria del mattino comincia a farsi più fredda. Le foglie si staccano dai rami, seguendo il corso naturale del tempo. L’aria ha un odore unico e familiare, che ogni anno porta con sé il senso del cambiamento.
Rileggendo le poesie di Rainer Maria Rilke e Yiannis Ritsos, ho trovato due immagini speciali che vorrei portare con me in questa stagione: la possibilità di accogliere il cambiamento con dolcezza, senza perdere lo sguardo rivolto a ciò che ci fa andare avanti.
L’autunno e il significato del lasciare andare
L’autunno per me è soprattutto il piacere delle piccole cose. I colori delle foglie che cambiano, il ritorno a casa dopo essere stati fuori, il tepore di una stanza, una tazza di infuso caldo alla cannella da sorseggiare con calma.
Insieme a questa quiete, il primo freddo si fa sentire sulla pelle e il corpo risponde con una sua saggezza silenziosa. Le spalle si sollevano appena, le mani cercano il calore delle tasche e il respiro cambia per un momento.
Questa atmosfera invita spontaneamente all’introspezione.

Mentre la natura attorno a noi cambia forma, la stagione ci offre una lezione silenziosa sul lasciare andare, mostrandoci come possa essere naturale staccarsi da ciò che ha finito il suo corso, che si tratti di vecchie abitudini, aspettative o fasi della vita giunte al termine.
Accogliere questi cambiamenti spesso richiede tempo, pazienza e gentilezza verso noi stessi.
Rilke e la dolcezza della caduta
Nella poesia Autunno, Rainer Maria Rilke osserva le foglie che cadono in un movimento che coinvolge ogni cosa sulla terra.
Negli ultimi versi, il poeta scrive:
Eppure c’è qualcuno che questa caduta
tiene fra le mani con infinita dolcezza.
Mi piace pensare a questa dolcezza quando rifletto sui cambiamenti della vita. È un’immagine che invita a guardare con accoglienza ciò che si trasforma e cade. Non sempre possiamo trattenere ciò che sta finendo. A volte ci accorgiamo che una fase si è conclusa soltanto dopo aver provato a lungo a restare dove eravamo.
In quei momenti, uno sguardo gentile può fare la differenza, sia quando arriva da una persona cara, sia quando impariamo a rivolgerlo a noi stessi nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Nei versi di Rilke c’è la possibilità di attraversare la caducità e le trasformazioni con dolcezza. Le cose passano, ma possiamo cercare un modo più delicato di vivere e attraversare quel cambiamento.
Ritsos e i versi rivolti al sole
In Debito autunnale, Yiannis Ritsos ci porta dentro una casa. Fuori, le nuvole oscurano le colline e il vento annuncia il freddo.
Sotto la luce di una lampada, Ritsos continua a scrivere nonostante la pioggia e il vento, pensando a ciò che potrà lasciare a chi verrà dopo.
Il sole compare alla fine come un punto verso cui tendere lo sguardo, ricordandoci l’importanza di custodire ciò che ha valore e di mantenere una direzione anche quando il contesto intorno cambia.
Questi versi ci ricordano che non sempre possiamo decidere tutto ciò che ci accade. Possiamo però cercare qualcosa a cui restare vicini, un gesto che abbia ancora senso per noi, una direzione da non perdere del tutto di vista, nonostante la pioggia e il vento.
Due rituali per accompagnare la stagione
Le immagini di Rilke e Ritsos possono accompagnarci anche nella vita quotidiana. Ho pensato a due piccoli rituali autunnali, da vivere con semplicità, quando sentiamo il desiderio di ritagliarci un momento per noi.
1. Taccuino d’autunno
Il primo rituale nasce proprio dall’invito di Ritsos a scrivere. Anche noi possiamo raccogliere le parole che desideriamo conservare, quelle incontrate in un libro, durante una conversazione o in un momento di quiete.
Un taccuino può diventare il luogo in cui annotare un verso, un pensiero o una frase che in un certo momento ci è sembrata vicina. Potremmo trascrivere proprio le parole di Rilke sulla caduta o quelle di Ritsos che indicano la direzione del sole. Accanto, possiamo lasciare spazio a una riflessione personale, senza preoccuparci di trovare le parole giuste.
Bastano anche pochi minuti al giorno…e tornare a leggere quelle pagine dopo qualche tempo può riservarci una sorpresa: le parole sono rimaste le stesse, ma il nostro sguardo potrebbe essere cambiato.
2. Meditazione guidata di 10 minuti
Il secondo rituale riprende la dolcezza di Rilke ed è pensato per quei momenti in cui sentiamo il bisogno di rallentare e ritrovare il contatto con il corpo.
Ho preparato una breve meditazione guidata intitolata 10 minuti per te. Puoi ascoltarla scegliendo un momento tranquillo della giornata, lasciando che il respiro accompagni la pratica e concedendoti questi minuti senza fretta, seguendo il ritmo che ti è possibile.
Se desideri approfondire il significato della meditazione e scoprire come avvicinarti a questa pratica, puoi leggere anche il mio articolo sulla meditazione.
La meditazione 10 minuti per te è disponibile sul canale YouTube AGAPAIS:
Una direzione verso la luce
Rilke e Ritsos mi lasciano due ispirazioni diverse, che in qualche modo si incontrano…le foglie tenute fra le mani con dolcezza e quei versi scritti sotto una lampada, rivolti verso il sole.
L’autunno continuerà a fare il suo corso e nella vita non sempre riusciamo a prepararci ai cambiamenti. Ma possiamo accogliere ciò che finisce senza smettere di guardare avanti.
Lasciare andare con dolcezza, senza smettere di guardare verso la luce.
Fonti poetiche:
Rainer Maria Rilke, Autunno, da Il libro delle immagini.
Yiannis Ritsos, Debito autunnale, da Molto tardi nella notte, traduzione di Nicola Crocetti, Crocetti Editore, 1991.
