Lal Ded, la poetessa mistica che indossava il cielo

Lal Ded, Lalleshwari, poetessa mistica

Danza, Lalla, con addosso solo l’aria:
canta, Lalla, indossando il cielo.
Guarda questo giorno splendente!
Quali abiti potrebbero essere così belli,
o più spaventosi?

C’era una donna nel Kashmir del XIV secolo che camminava scalza, cantava ad alta voce i suoi insegnamenti e danzava sotto il cielo.

Si chiamava Lalleshwari, Lal Ded, o semplicemente, Lalla.

Nel Kashmir di quel tempo, nelle tradizioni tantriche e mistiche, la via interiore poteva incontrare quella dell’arte. La poesia, la musica e il canto diventavano così anche forme di espressione dell’esperienza spirituale e un modo in cui la coscienza si rivelava, traboccava, e si offriva in devozione (Bhakti).

A Lalla sono attribuiti i Vakhs, letteralmente “discorsi”, tra le prime grandi composizioni conosciute in lingua kashmira.
Versi brevi, incendiati, nati soprattutto dall’esperienza diretta.

Una donna che scelse il cielo

Lalla Ded nacque intorno al 1320 in Kashmir e, secondo la tradizione, fu data in sposa a dodici anni.
Il matrimonio viene ricordato dalla tradizione come infelice e, intorno ai ventiquattro anni, Lalla lasciò la casa e intraprese la vita di asceta e yogini.

Si avvicinò ai maestri dello Shaivismo del Kashmir, la tradizione tantrica che vedeva nel divino la propria natura più profonda da riconoscere. Nel Kashmir di quegli anni erano presenti anche le tradizioni sufi, e nel tempo Lalla sarebbe diventata una figura amata e riconosciuta anche nel mondo musulmano.

La sua anima non conosceva confini di religione: fu venerata da indù, musulmani e sufi con eguale devozione.
La chiamarono Lalla Ded – Madre Lalla – e Lal Arifa, la saggia.

Ribellandosi ai condizionamenti familiari, al dominio delle caste, alle aspettative di genere, cominciò a vagare offrendo insegnamenti a chiunque incontrasse e le chiedesse una parola, e la gente piano piano si affollò lungo la sua via.

Secondo la tradizione, Lalla arrivò a vagare nuda, un gesto che può essere letto come il segno di una radicale libertà dalle convenzioni e dalle identità sociali.
E in quella nudità non c’era nessuna provocazione, c’era solo purezza di un’anima che si è spogliata di tutto.

La tradizione colloca la sua morte verso la fine del XIV secolo. I suoi Vakhs furono trasmessi soprattutto oralmente e raccolti e tradotti molti secoli dopo.

Quello che lasciò furono parole che bruciano ancora, la sua voce che arriva attraverso i secoli con una forza dirompente, come fiamma viva di una donna che ha guardato in se stessa fino in fondo.

Lalla lasciò parole che danzano.

E in esse, forse, il ritratto più vivo di ciò che la pratica spirituale e lo yoga possono essere nella loro forma più alta…una bellissima fioritura.

Lal Ded, Fiori simbolo di fioritura spirituale

La storia di Lalla e le sue poesie riescono sempre ad emozionarmi, ho cercato dunque di tradurre alcuni dei suoi versi dall’inglese e di condividerli qui. Ecco alcuni dei suoi canti che amo di più:

Perché ti innamori di qualcuno, anima mia?

Perché adori qualcuno, anima mia,
che non è il tuo vero amore?
Perché hai scambiato il falso per il vero?
Perché non riesci a capire, perché non riesci a conoscere?
È l’ignoranza che ti lega al falso,
alla ruota che si ripete incessantemente
di nascita e morte,
a questo andare e venire.

Ho cercato me stessa

Ho cercato il mio Sé finché non mi sono stancata,
ma nessuno, lo so ora, raggiunge la conoscenza nascosta
per mezzo dello sforzo.
Poi, assorta in “Tu sei Questo”,
ho trovato il luogo del Vino.
Lì tutte le giare sono piene,
ma non c’è più nessuno a bere.

Imparare le Scritture è facile

Imparare le Scritture è facile, viverle, difficile.

La ricerca del Reale non è una cosa semplice.
Nel profondo della mia ricerca,
le ultime parole svanirono.
Gioioso e silenzioso,
fu il risveglio che mi accolse lì.

Solo per un attimo, appaiono i fiori

Solo per un istante, i fiori appaiono sull’albero.
Solo per un secondo, il vento soffia tra le spine del bosco selvaggio.
Io sono dentro me stessa – Tu non sei altro che me.
Io sono dentro me stessa – Io sono solo Te.
Ciò che siamo insieme non morirà mai.
Il perché e il come di tutto questo?
Che importanza ha?

Lal ded poesie, Fiori simbolo di fioritura spirituale

Medita nell’eternità

Medita nell’eternità.
Non rimanere nella mente.
I tuoi pensieri sono come un bambino irrequieto e impaurito
vicino al seno della madre,
che con un po’ di guida
può trovare la via del coraggio.

Il mio Guru mi ha dato un solo precetto

Il mio Guru mi ha dato un solo precetto:
“Dall’esterno ritira lo sguardo verso l’interno
e fissalo sul Sé interiore”.
Prendendo a cuore questo unico precetto,
nuda iniziai a vagare.

A piedi nudi poesia Lalla

Sebbene tu sia saggio, sii come uno stolto

Anche se sei saggio, sii come uno stolto;
anche se vedi, sii come un cieco;
anche se senti, sii come un sordo.
Sopporta pazientemente tutti quelli che incontri
e rivolgi a tutti parole gentili.
Questa pratica ti condurrà certamente
alla realizzazione della Verità.

L’anima, come la luna

L’anima, come la luna,
è adesso, e di nuovo sempre nuova.
Da quando ho setacciato la mia mente
e il mio corpo, anch’io, Lalla,
sono nuova, ogni momento nuova.
Il mio maestro mi ha detto una cosa:
vivi nell’Anima.
Quando così fu,
cominciai ad andare nuda,
e a danzare.

Luna simbolo dell'anima nella poesia di Lalla

Traduzioni e riadattamento dall’inglese a cura di Fleur

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