Ritornare a Creta è stato un po’ inevitabile, quasi un appuntamento atteso con una parte profonda di me, quella parte che ama la libertà, il silenzio e la connessione intima con la natura…
Creta è infatti diventata per me il luogo in cui ogni cosa sembra rimettersi a posto da sola, dove il vento, la luce e il suono del mare rigenerano e curano la mia anima e dove sento forte una sensazione di familiarità, pace e appartenenza, come se una parte di me fosse sempre stata lì…
Credo fortemente che i luoghi abbiano un loro ritmo. Creta ha per me un’energia profondamente radicante. I suoi spazi, il silenzio delle sue montagne e la forza del mare agiscono come un regolatore naturale per i sensi che si lasciano cullare…
Così, in questo luglio caldo e con i biglietti presi quasi all’ultimo momento, siamo atterrati di nuovo nella bella città di Chania, questa volta con la voglia di spingerci più a sud, di scivolare con calma nel cuore più autentico dell’isola, dopo aver esplorato la zona ovest dell’isola nel nostro primo viaggio,
Guidando verso sud, le selvagge gole del Kourtaliotiko ci sono sembrate una specie di passaggio magico da attraversare. L’energia intorno a noi è rallentata, le rocce si sono strette e Creta si è mostrata aspra, silenziosa, accogliendoci con il suono del vento che soffia, che cambia improvvisamente durante la giornata e che nelle gole va incanalandosi dentro le immense pareti rocciose.

Gole del Kourtaliotiko
Plakias e i borghi collinari
Come base per i primi giorni abbiamo scelto Myrthios, un piccolo borgo collinare aggrappato alla roccia a pochi minuti da Plakias.
Da lassù la vista sul Mar Libico è immensa e trasmette una pace che accoglie dal mattino fino a notte, quando le luci delle taverne si accendono lungo la costa come piccole lanterne. Da questo panorama è nata una playlist jazz per i mattini lenti 💙

Panorama da Myrthios
In questa zona di Creta regna una pace profonda. La gente del luogo svolge le attività quotidiane con un ritmo lento e una calma che contagia. Ti capita di sederti a tavola e trovarti davanti la gentilezza spontanea del cameriere che ti offre un pezzetto di anguria fresca a fine pasto, come un benvenuto sincero.
La vita notturna in queste parti si riassume in deliziose cene sul lungomare di Plakias o nei borghi collinari, come appunto Myrthios, Sellia o Mariou, dove l’aria è fresca e silenziosa.
Le spiagge invece sono ampie, con servizi essenziali, economiche e soprattutto mai affollate, con parcheggi sempre gratuiti. La spiaggia che mi è rimasta particolarmente nel cuore è Souda Beach. Tranquilla, con un’acqua limpida, pulita e un’atmosfera davvero rigenerante.

Souda Beach
Damnoni e Skinaria
Le nostre giornate sono proseguite con soste alle spiagge vicine. Damnoni è una spiaggia ampia e rilassata, mentre la piccola Skinaria ci ha accolti con la sua acqua cristallina, perfetta per fare snorkeling e lunghe nuotate tra tantissimi pesci.

Skinaria e le sue acque limpide
Verso l’entroterra…Spili, Kamilari e la selvaggia Kommos Beach
Lasciata la costa ci siamo spostati verso la parte centro-meridionale dell’isola. Durante il viaggio ci siamo concessi una sosta nel caratteristico villaggio di Spili per un gelato alla vaniglia, cercando il fresco delle sue famose fontane a forma di testa di leone, circondate dal verde in un’atmosfera quasi fatata.

Taverna al villaggio di Spilli
Per la seconda parte del viaggio abbiamo soggiornato a Kamilari, un borgo costruito su tre colline che conserva intatto il suo forte carattere tradizionale. Le case sono in pietra, le strade strette e acciottolate. Il cuore del paese è la classica piazzetta con la chiesa e i kafeneia, i caffè tradizionali, dove gli abitanti si ritrovano a bere un raki o un caffè greco.
Da qui abbiamo raggiunto Kommos Beach, una grande spiaggia che custodisce i resti dell’antico porto di Festo. In questa spiaggia c’è solo una struttura balneare appena all’inizio, poi solo spazio, tanto spazio in cui camminare a piedi nudi sulla sabbia scura e calda di fronte al mare aperto, ascoltando il suono delle onde mentre il sole tramonta nell’acqua e percependo una profonda sensazione di libertà.

Kommos Beach
Il colore e la storia di Matala
Nel nostro viaggio in questa zona, non potevamo tralasciare Matala, che abbiamo deciso di esplorare nel tardo pomeriggio. È un luogo vivace, colorato, dove la luce dorata e morbida delle sei del pomeriggio accende le scogliere e le sue famose grotte. Un tempo queste pareti hanno ospitato le comunità hippie, e oggi si affacciano sulla spiaggia cittadina. Matala con la sua atmosfera di colori e musica ci ha offerto un piacevole contrasto con i giorni trascorsi nel silenzio della natura più isolata.

Matala Beach
Archeologia e tradizione – Festo e Arkadi
Abbiamo infine salutato il sud con una visita al Palazzo di Festo prima di rimetterci in viaggio verso il nord.
Il palazzo sorge su una collina panoramica che in antico era strategica, e lo abbiamo visitato con la luce limpida del primo mattino. Il consiglio è proprio questo: visitarlo presto o nel tardo pomeriggio se si è in estate, poiché le zone d’ombra sono pochissime. Tra le sue rovine, dove si indovinano ancora resti di materiali pregiati come il marmo, l’immaginazione corre allo sfarzo dell’antico passato minoico di Creta.

Palazzo di Festo
Risalendo verso nord, abbiamo fatto tappa al Monastero di Arkadi. Questo luogo così tranquillo oggi racchiude una storia intensa, legata al coraggio e alla ricerca di libertà dei cretesi durante l’occupazione ottomana, un’energia che si avverte ancora oggi camminando tra i suoi chiostri silenziosi e i muri segnati dal tempo.
Al monastero siamo rimasti a passeggiare, respirando il silenzio di questo luogo prima di raggiungere infine la città.

Monastero di Arkadi
Rethymno
Infine eccoci a Rethymno per la nostra ultima notte. Una città che ci ha riportati a un ritmo più vivace dopo tanta quiete vissuta al sud. Nonostante sia molto affollata in piena estate, la città vecchia conserva intatta la sua bellezza, tra negozietti di artigianato, musicisti di strada e mille taverne.
L’abbiamo esplorata al meglio la sera, perdendoci tra i suoi angoli nascosti, così suggestivi e romantici.

Rethymno
Lago di Kournas
Lasciata Rethymno ci siamo diretti nuovamente verso Chania. Approfittando del volo in serata, abbiamo scelto di passare l’intera ultima giornata al Lago di Kournas, un lago naturale d’acqua dolce circondato dalle montagne, un piccolo ecosistema unico dove vivono anatre, gallinelle d’acqua e persino delle piccole tartarughe d’acqua dolce bicolori.
Riposare sui lettini sotto gli alberi, osservare le anatre a riva, fare un bagno fresco e poi un pranzo lento in una delle taverne con vista lago, con i suoi tanti pedalò che scivolano pigri sullo specchio d’acqua, è stato il modo ideale per concludere un viaggio all’insegna della tranquillità.

Lago di Kournas
Di ritorno a casa, ho sentito attorno a me, per molti giorni ancora, i profumi che Creta ti regala e che restano attaccati alle cose…
Sarà stato per qualche piccolo oggetto infilato in valigia, o per alcuni vestiti ancora da lavare, ma l’aria della stanza profumava improvvisamente di cannella, di timo selvatico, di spezie calde asciugate dal sole. Di tutti gli aromi intensi che sono diventati familiari, quasi intimi.
È strano come una terra riesca a entrarti dentro, fino a farti sentire una strana e dolce nostalgia, come se quei ritmi lenti, quella roccia aspra e quei silenzi avessero sempre fatto parte di te. E chissà, forse quei profumi appartengono, per sempre e con una naturalezza disarmante, a una parte profonda del mio cuore. Forse Creta ha compiuto nuovamente la sua magia. Perché per me quest’isola è diventata un rifugio fatto di sole e di vento dove l’anima riesce a ritrovare il suo respiro più limpido e felice.

